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venerdì 11 marzo 2011

Il meraviglioso mondo floreale...

"Osservare il mondo vegetale è semplicemente straordinario! 
Attraverso questa ricerca ho avuto modo di soffermarmi ad ammirarne le sue incredibili varietà di colori, forme e bellezze.
Tutto sembrava così scontato e semplice e invece da un'attenta osservazione di questo quarto Regno della Natura ho avuto modo di conoscere e apprezzare il perfetto equilibrio di ogni singolo elemento rispetto all'ambiente circostante."  Maria Paola.
(Classe II, scuola sec. I grado, a.s.2010/2011)

sabato 22 agosto 2009

Conoscenza, mistero, stupore!

Ad una maggiore conoscenza si accompagna un più insondabile e meraviglioso mistero, che spinge a penetare ancora più in profondità. Mai preoccupati che la risposta ci possa deludere, con piacere e fiducia solleviamo ogni nuova pietra per trovare stranezze inimmaginabili. Certamente una grande avventura!"
(R. Feynman)


giovedì 18 settembre 2008

Il cane, i colori.



L'immagine a sinistra è quello che vede un cane: vede nel blu e nel giallo.

Quindi, una figura come questa (un signore con una camicia rossa) il cane la vede così.
La macchina che è un po' rosina, il cane la vede gialla.
I cani sono dicromatici, mentre noi siamo tricromatici.

venerdì 8 agosto 2008

Arcobaleno 3



Ma perché i raggi solari deviati dalle gocce d’acqua vanno a formare col raggio incidente proprio un angolo di 41,83°? Poiché le gocce sono sferiche, ed i raggi solari incidono sulla intera loro superficie, che è ricurva, i raggi dovrebbero venir deviati anche in altre direzioni; anzi, in tutte le direzioni all’interno di un certo cono. Così infatti avviene, ma l’occhio percepisce solo i raggi con quel certo angolo.
Ma perché tutti gli altri, formanti con la direzione del sole un angolo δ diverso da 41,83°, non vengono percepiti?
La ragione è questa: i fascetti di raggi solari che vengono deviati formando un angolo δ di 41,83° emergono dalla goccia ancora come fascetti paralleli, e sono detti “raggi di Cartesio”; l’energia del fascio non viene “sparpagliata”ed il nostro occhio percepisce in quella direzione una maggiore brillanza, cioè un punto dell’arcobaleno. Tutti gli altri fascetti emergono con un diverso angolo, ma non sono paralleli: o sono divergenti o sono convergenti e la loro energia viene rapidamente “sparpagliata” divenendo troppo debole per essere percepita. Nelle altre direzioni, cioè, la luce rinviata dalle gocce e capace di entrare nella pupilla dell’ osservatore è troppo scarsa. Il fatto che l’arcobaleno presenti l’orlo esterno rosso e l’interno viola è dovuto al fatto che per il colore rosso l’angolo δ è maggiore e quindi “l’arcobaleno rosso” appare più ampio degli altri; il contrario per l’altro estremo dello ”spettro”, quello che ci dà la sensazione di viola, che produce una deviazione δ minore e mostra un arcobaleno più piccolo, all’interno di quelli degli altri colori.

giovedì 7 agosto 2008

Arcobaleno 1

L'arcobaleno è un arco luminoso in cui si può osservare la scomposizione della luce visibile nel suo spettro corrispondente ai colori convenzionali -rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco, violetto-. Esso può essere osservato in direzione opposta a quella del Sole quando nell'aria sono presenti minuscole goccioline d'acqua tenute in sospensione da correnti ascensionali, o cadenti dalle nubi, o in prossimità di cascate, ecc..

L’arcobaleno è una sensazione, creata nel nostro occhio da certi fenomeni ottici che si svolgono all’interno delle gocce d’acqua . L’arcobaleno non è un oggetto, ma un’impressione creata da certi raggi solari deviati in un certo modo dalle gocce di pioggia.
In un certo senso, simile ad un’illusione ottica.

L'aspetto di un arcobaleno è provocato dalla dispersione ottica della luce solare che attraversa le gocce di pioggia. La luce viene prima rifratta quando entra nella superficie della goccia, riflessa sul retro della goccia e ancora rifratta come lascia la goccia.

L'effetto complessivo è che la luce in arrivo viene riflessa in una larga gamma di angoli, con la luce più intensa riflessa con un angolo di 40°–42°. L'angolo è indipendente dalla dimensione della goccia, ma dipende dal suo indice di rifrazione.

La quantità di quale luce viene rifratta dipende dalla sua lunghezza d'onda, e quindi dal suo colore. La luce blu (onde più corte) viene rifratta ad un angolo più grande di quella rossa, ma siccome l'area nel retro di una gocciolina ha un punto focale al suo interno, lo spettro lo attraversa, e così la luce rossa appare più alta nel cielo, formando i colori esterni dell'arcobaleno.

mercoledì 14 maggio 2008

Dante, l'universo, La Divina Commedia

(Tolomeo - Alessandria d'Egitto; 100-175 d. C.)
Il viaggio di Dante
si svolge in quell’universo tolemaico
che considera la Terra come centro immobile,
intorno al quale ruotano astri e pianeti e che,
nella sua armoniosa struttura,
testimonia la perfezione
del Divino Creatore.
La filosofia aristotelica, cui si rifaceva la cosmologia tolemaica, si era tramandata fino al Medioevo. Si pensava che i corpi celesti, stelle comprese, fossero incastonati su sfere concentriche (dette anche cieli) alla Terra disposte nel seguente ordine: sfera della Luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, Giove, Saturno e quello delle stelle fisse; l'ultimo secondo Aristotele per il quale l'universo era finito. Tolomeo aggiunse alle otto sfere aristoteliche una nona: la sfera cristallina o "Primum Mobile".
Le dottrine astronomiche cristiane oltre il Primo Mobile pongono l'Empireo, la dimora di Dio, l'unico vero cielo fisso che imprime movimento a tutti gli altri.
Questa era la conoscenza cosmologica di cui Dante disponeva.



lunedì 21 aprile 2008

Primavera astronomica



La primavera astronomica inizia il 20-21 Marzo, data del cosiddetto
EQUINOZIO DI PRIMAVERA.
La parola "equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale". Gli equinozi di marzo e settembre sono i due giorni di ogni anno in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata.
Nell'emisfero settentrionale, l'equinozio di marzo (che cade il 20 o 21 Marzo) è l'equinozio di primavera, e l'equinozio di settembre (che cade il 22 o 23 settembre) è l'equinozio d'autunno; nell'emisfero meridionale, questi nomi sono invertiti.
All'equatore il sole sorge in linea verticale dall'orizzonte est fino allo zenit, e poi tramonta in linea verticale dallo zenit all'orizzonte ovest.
Al Tropico del Cancro il sole passa a sud, dove giunge alla sua massima altitudine per quel giorno che è 66°33'
Al Tropico del Capricorno il sole passa a nord, dove giunge alla sua massima altitudine per quel giorno che è 66°33'
Al polo nord il sole passa da una notte lunga 6 mesi ad un giorno lungo 6 mesi.
Al polo sud il sole passa da un giorno lungo 6 mesi ad una notte lunga 6 mesi
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